Kitty Braun FalaschiSono viva per raccontare.Io, deportata a Ravensbrück e a Bergen Belsen in Germania”.

Kitty Braun Falaschi nacque il 14 gennaio 1936 in una famiglia ebrea. Convisse subito con l’antisemitismo del regime fascista: Kitty non è il nome scritto sulla carta di identità e suo padre perse il lavoro in banca. L’11 novembre 1943 Kitty e la sua famiglia furono catturati a causa di una delazione dai soldati tedeschi e portati nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia.Fu trasferita prima nel campo di concentramento “Risiera di San Sabba” a Trieste, poi a Ravensbruck einfine a Bergen Belsen, lo stesso di Anna Frank. Là furono uccisi suo cugino e suo fratello. Dopo sofferenze terribili, il lager venne liberato dagli inglesie con la famiglia tornò a Fiume.

Gianclaudio De Angelini

Vice-Presidente dell’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio e collaboratore della Società di Studi Fiumani – Archivio Museo di Fiume. Nacque a Rovigno, in Istria, nel 1950, e all’età di appena tre anni, nel 1953, raggiunse Roma con i suoi genitori che avevano scelto l’esilio volontario, nella speranza di una vita migliore, ma soprattutto per conservare la loro italianità. All’età di diecianni tornò per la prima volta nella città natale e da allora cominciò a interessarsi della storia,del dialetto e delle tradizioni della sua terra d’origine. Poeta e scrittore, pubblica saggi, articoli e divulga inconferenze la storia e la cultura della sua terra d’origine.

Manlio Milani

Presidente dell’Associazione familiari delle vittime della Strage di piazza Loggia. Nasce a Brescia il 311.1938. I genitori sono di origine popolare e visse un’infanzia nella precarietà della guerra e in una condizione economica, in quegli anni, difficilissima. Nel periodo della maturità partecipa,nella sede del PCI, all’attività del Gruppo Culturale Antonio Banfi. Qui formerà il suo rapporto con Livia Bottardi, divenuta poi sua moglie, e i coniugi Trebeschi, tutti morti il 28 Maggio 1974 in Piazza Loggia.

Ivo Teglia

Staffetta tra i vari gruppi partigiani operanti nella zona valdinievolina. Non ancora maggiorenne, dopo la liberazione della provincia di Pistoia, si unì ai volontari pistoiesi del Gruppo di Combattimento Cremona affiancando l’esercito alleato nella risalita del nord Italia.